Trattare e controllare l’infiammazione dei tessuti che sostengono
i denti
La parodontite, spesso chiamata anche piorrea, è una malattia infiammatoria cronica che coinvolge i tessuti di supporto dei denti: gengiva, osso e legamento parodontale.
Si sviluppa quando i batteri presenti nella placca e nel tartaro, soprattutto sotto gengiva, favoriscono un’infiammazione profonda dei tessuti. Con il tempo, se non trattata e controllata, la parodontite può portare alla formazione di tasche parodontali, perdita di osso intorno ai denti e aumento della mobilità dentale.
Presso il nostro studio dentistico a Curno, vicino Bergamo, la parodontite viene valutata con attenzione attraverso una diagnosi parodontale accurata, così da impostare un percorso personalizzato di trattamento e mantenimento.

Piorrea e parodontite sono la stessa cosa?
Il termine piorrea viene ancora usato nel linguaggio comune per indicare problemi gengivali avanzati, denti che si muovono o perdita di supporto intorno ai denti.
Il termine scientifico corretto della malattia è parodontite.
Parlare di parodontite permette di descrivere in modo più preciso la malattia, la sua severità, i tessuti coinvolti e il percorso necessario per trattarla e mantenerla sotto controllo nel tempo.

Da cosa dipende
la parodontite
La parodontite è una malattia multifattoriale. Non dipende da una sola causa, ma dall’interazione tra batteri presenti nel cavo orale, risposta dell’organismo e fattori di rischio individuali.
La causa principale è l’accumulo di placca batterica, o biofilm, soprattutto quando i batteri si organizzano sotto gengiva e favoriscono la formazione di tartaro sottogengivale.
Un ruolo importante può essere svolto anche dalla predisposizione genetica e familiare. Alcune persone possono essere più predisposte a sviluppare problemi parodontali o a manifestare una progressione più rapida della malattia.
Tra i principali fattori che possono influenzare il rischio e l’evoluzione della parodontite ci sono anche il fumo, il diabete, la qualità dell’igiene domiciliare e la regolarità dei controlli professionali.

Come si riconosce
la parodontite
La parodontite può evolvere lentamente e, nelle fasi iniziali, non sempre provoca dolore. Per questo può essere sottovalutata anche quando l’infiammazione sta già coinvolgendo i tessuti che sostengono i denti.
Segnali come sanguinamento gengivale, recessioni, alito cattivo persistente, mobilità dentale o spazi che aumentano tra i denti meritano una valutazione parodontale, soprattutto se persistono nel tempo.
La diagnosi non si basa solo sui sintomi riferiti dal paziente, ma su una valutazione clinica specifica di gengive, tasche parodontali e supporto osseo.

Come si diagnostica
la parodontite
La diagnosi di parodontite si basa su una valutazione clinica parodontale accurata. Per un primo studio parodontale completo vengono generalmente associati il periodontogramma e lo status radiografico endorale. Il periodontogramma è uno schema che registra profondità delle tasche parodontali, presenza di placca, sanguinamento, recessioni e mobilità dei denti.
Lo status radiografico endorale, eseguito con radiografie a basso dosaggio, permette di valutare in modo più dettagliato il rapporto tra ogni dente e il supporto osseo circostante. L’ortopanoramica può fornire una visione generale della bocca, ma non sostituisce lo status radiografico endorale nella diagnosi parodontale completa.
Queste informazioni permettono di definire la severità della parodontite, individuare le zone più coinvolte e impostare un trattamento mirato.

Come si tratta
la parodontite
La parodontite non si elimina definitivamente, perché è una malattia cronica e multifattoriale. Può però essere trattata, stabilizzata e mantenuta sotto controllo nel tempo.
Il trattamento dipende dalla severità della malattia, dalla profondità delle tasche parodontali, dalla perdita di supporto osseo e dai fattori di rischio del paziente.
In molti casi il primo approccio è la terapia parodontale non chirurgica, che comprende le levigature radicolari.

Le levigature radicolari sono procedure mirate alla rimozione di placca batterica e tartaro presenti sotto gengiva, lungo la superficie delle radici dei denti. Quando necessario, vengono eseguite con anestesia locale, per rendere il trattamento più confortevole.
Dopo la terapia iniziale viene rivalutata la risposta dei tessuti. Nei casi più avanzati, o quando alcune tasche parodontali non rispondono in modo sufficiente, possono essere valutati controlli più ravvicinati o procedure chirurgiche sui tessuti gengivali e ossei.
Dopo la fase attiva del trattamento, il mantenimento parodontale è fondamentale per controllare l’infiammazione nel tempo e ridurre il rischio di progressione della malattia.

Mantenimento dopo la terapia parodontale
Dopo la fase attiva del trattamento, il mantenimento parodontale è fondamentale. La parodontite tende a riattivarsi se placca, tartaro sottogengivale e fattori di rischio non vengono controllati nel tempo.
Nel nostro studio dentistico, dopo il primo percorso di trattamento, viene generalmente programmato un controllo parodontale a circa 6 mesi. In questa fase viene ripetuto il periodontogramma, per valutare la risposta dei tessuti, il miglioramento delle tasche parodontali e lo stato di salute gengivale e parodontale.
In base ai risultati, vengono poi programmati controlli periodici e sedute di mantenimento personalizzate, con frequenza variabile in base alla situazione clinica del paziente. L’obiettivo è monitorare la stabilità dei tessuti, intercettare precocemente eventuali segni di infiammazione e aiutare il paziente a mantenere i denti naturali il più a lungo possibile, quando le condizioni cliniche lo permettono.
FAQ – Domande frequenti
Sì. Piorrea è un termine usato nel linguaggio comune, mentre parodontite è il termine scientifico corretto.
Non sempre. Può progredire anche senza dolore evidente, soprattutto nelle fasi iniziali. Per questo sanguinamento, mobilità dentale o recessioni non vanno trascurati.
La parodontite non si elimina definitivamente, perché è una malattia cronica e multifattoriale. Può però essere trattata e stabilizzata nel tempo, riducendo il rischio di progressione della malattia.
Quando necessario vengono eseguite con anestesia locale, per rendere il trattamento più confortevole.
Se non trattata e controllata, la parodontite può progredire e compromettere il supporto dei denti. Una diagnosi precoce permette di intervenire prima che la situazione peggiori.
Sì. Il fumo di sigaretta tradizionale è uno dei principali fattori di rischio per la parodontite e può favorirne la progressione
Per sigarette elettroniche e prodotti senza combustione, le evidenze scientifiche sono ancora meno consolidate rispetto al fumo tradizionale. Per questo non è corretto considerarli privi di possibili effetti sui tessuti gengivali, soprattutto nei pazienti con problemi parodontali.
